REFERENDUM PROVINCIALE SULLA GESTIONE PUBBLICA DELLA RETE IDRICA.

035534977-61c8c329-fe90-426c-b5be-fa98e58bb851Sconcertante la mancanza di contenuti della segreteria clarense del PD.
Il segretario PD locale Cesare Salvetti sulle pagine del Chiari Week del 25 agosto scorso affrontando l’argomento Referendum provinciale sceglie la linea dura apostrofando senza mezzi termini come “falso e bugiardo” chi, al contrario di Lui e del partito che rappresenta, ha deciso di aderire e sostenere la proposta referendaria ideata dal Comitato Acqua Bene Comune.
Va subito chiarito che i meriti di questa lodevole iniziativa, al contrario di quanto sostenuto dal segretario Salvetti, vanno attribuiti unicamente al Comitato promotore coerentemente con il percorso già affrontato dallo stesso nel 2011, con il PD schierato al proprio fianco a sostegno del Referendum abrogativo in cui 27 milioni di italiani dichiararono l’acqua un bene comune indisponibile alle strategie di mercato.
Il Movimento 5 Stelle e con esso gli attivisti clarensi non hanno fatto nulla di più che sostenere questa iniziativa.
Mente sapendo di mentire Salvetti, il quale nella poco invidiabile posizione di dover subire le imposizioni della propria segreteria provinciale, raffazzona argomenti che non è in grado di sostenere saltando di palo in frasca evidenziando oltre una scarsa preparazione anche un notevole imbarazzo.
Costretto persino a fingere di non aver letto il quesito depositato dichiara: “il Referendum non è per decidere se l’acqua deve rimanere pubblica o no!”.
è evidente che solo chi non ha letto il testo, piuttosto di chi è mosso da altri interessi, può arrivare a dichiarare una simile stupidaggine.
Vediamo infatti come il testo in realtà non lasci spazio a diverse interpretazioni:
“Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di
acqua13Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte dei soggetti privati?”.
Quando sostiene che l’acqua è già pubblica riesce, evento più unico che raro, a dire una mezza verità, minimizza però sul fatto che se è vero che al momento il gestore dell’acqua (Acque Bresciane), è totalmente pubblico, lo stesso avrà il compito di individuare entro dicembre 2018 un socio che potrà avere fino al 49% delle quote. Questo punto, sul quale il segretario Salvetti furbescamente taglia corto, è in sostanza il fulcro della questione.
Il quesito referendario infatti è strutturato in chiave futura proprio in modo da impedire questo passaggio, in linea con quanto già ribadito nel 2011, per questo motivo riteniamo sciocco se non addirittura ridicolo il tentativo di far credere che Comitato promotore e i Cittadini che lo sostengono siano preda di un allucinazione collettiva.
Anche un bambino è in grado di capire che, se in una qualsiasi azienda pubblica o privata che sia, entrasse a far parte un socio di capitale sia pur con quote di minoranza, quest’ultimo si riserverebbe il potere gestionale a tutela dei capitali investiti e confidiamo che, pur con tempi propri, anche lo stimato segretario ci arrivi.
Ora arriviamo all’ultima castroneria targata PD spiattellata a mo’ di slogan a media e cittadini in perfetto stile renziano: “l’individuazione di un socio garantirà la possibilità di effettuare gli investimenti attesi da anni oltre alle manutenzioni”.
Ora è bene ricordare non solo a Salvetti, ma a tutti i Clarensi, che nel dicembre 2012 le tariffe per il servizio idrico a Chiari subirono sostanziali aumenti,
un esempio su tutti il passaggio da 32 centesimi di € al metro cubo a 90, triplicandole, per le fascie di alto consumo.
20479498_1515443405144449_5000363915426122493_nRicordiamo volentieri allo smemorato segretario quali furono le ragioni per cui si dovette chiedere agli abitanti di Chiari un simile sacrificio:
1) EFFETTUARE I LAVORI DI COLLETTAMENTO DEL SANTELLONE, ONDE EVITARE COSTOSE PROCEDURE D’INFRAZIONE DELLA COMUNITA’ EUROPEA.
2) AMPLIARE E POTENZIARE IL DEPURATORE.
3) RAGGIUNGERE IN PROFONDITA’ LE FALDE DALLE QUALI ATTINGERE LE ACQUE POTABILI.
Guarda caso proprio quel tipo di lavori che il segretario e il PD oggi ci vogliono far credere si possano effettuare solo con l’aiuto di capitali privati.
Chiari e i Clarensi sono l’esempio concreto che questa teoria è una stupidaggine di enormi proporzioni, in quanto nei fatti hanno già ampiamente dimostrato che qual’ora servissero capitali a sostegno di lavori sulla rete idrica, i soldi, come gia’ successo verranno dalle tasche dei cittadini attreaverso gli aumenti tariffari e non certo da imprenditori privati.
Il PD per mezzo del segretario Salvetti pretende di convincerci che, trascorsi 5 anni in cui i Clarensi hanno pagato profumatamente sostenendo gli interventi necessari a rendere efficente la rete idrica, ora sia arrivato il momento di darla in gestione a privati, i quali raccoglieranno i frutti dei loro sacrifici, sia la cosa giusta da fare.
Certamente una teoria avanguardistica che evidenzia una invidiabile capacità gestionale degna di manager di fama internazionale non c’è che dire, dalla quale però speriamo ci sia consentito comunque dissociarci anche attraverso una raccolta firme portata avanti nelle complicatissime settimane centrali di agosto senza essere accusati di raccontare falsità e bugie ai Cittadini.
A questo proposito va chiarito che il Referndum provinciale proposto dal Comitato necessita dell’adesione di 25 comuni da formalizzare con altrettante delibere di consiglio, preso atto che gli equilibri politici locali hanno impedito un’adesione spontanea, ci siamo adoperati per presentare una proposta di delibera sottoscritta dai Clarensi, così come previsto dal regolamento sugli istituti di partecipazione popolare, con la speranza di portare quantomeno la discussione in consiglio comunale.
106 le firme raccolte che depositeremo lunedì 28 agosto, Cittadini Clarensi, che in fretta e furia, considerati i tempi ristretti, al netto delle proprie convinzioni politiche e in totale assenza di notizie in merito da parte dei media locali, hanno prima approfondito in maniera autonoma e di coseguenza convintamente sostenuto l’iniziativa ai quali anche per questi motivi va il nostro sincero ringraziamento.
Confidiamo quindi, in primo luogo che il Presidente Gozzini e il Sindaco Vizzardi vogliano accogliere tale proposta aprendo alla discussione in Consiglio Comunale, oltre che in virtù della loro appartenenza a realtà civiche svincolate dalle dinamiche dei partiti nazionali scelgano a loro volta di sostenerla. Sollecitiamo inoltre tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, maggioranza o opposizione che siano, ad aderire e sostenere la proposta con particolare riferimento alla lista civica al governo della Città Chiari Virtuosa.
E’ noto infatti come l’appartenenza all’Associazione Comuni Virtuosi sia elemento di prestigio, nonchè motivo di vanto per l’amministrazione e per la comuità tutta, in virtù di questo e di quanto sancito dallo Statuto dell’associazione stessa all’art 4: ” tutelare i beni comuni, intesi come beni comuni, intesi come naturali relazionali indisponibili che appartengono all’umanità, sia possibile e tale possibilità la vogliano vivere concretamente e non come uno slogan, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla enunciazione di principi alla prassi quotidiana”.
Incoraggiamo il Sindaco, i coordinatori e tutti i rappresentanti della civica Chiari Virtuosa a sostenere la proposta coerentemente con quanto previsto dall’Associazione alla quale spesso si vantano di far parte.
Non meno importante è l’aspetto della partecipazione: va da se che il sostegno a questa proposta fornirebbe la possibilità di dimostrare con atto concreto quanto le modifiche volute ed approvate all’art 75 del nostro Statuto Comunale siano il frutto di una reale convinzione e non uno spot buttato li a scopo persuasivo, per non considerare il fatto che ostacolare o non sostenere un Referendum, in cui non si fa altro che chiedere ai legittimi proprietari di esprimersi sul destino di un bene indispensabile come l’acqua, non sembra propriamente in linea con quanto ripetutamente evidenziato in campagna elettorale, particolare momento in cui la parola Partecipazione è stata spesa fino all’esasperazione.

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