L’ombra dei partiti sulle liste civiche

Più o meno abbiamo capito tutti che l’abolizione delle Province non solo non avvenuta ma è lecito pensare che non avverrà mai (almeno per merito del governo Renzi che ha utilizzato anche questo argomento come spot). Oltre a tutto ciò i cittadini sono stati messi in condizione di non capire quello che è realmente accaduto dopo la riforma Del Rio e quali saranno le ripercussioni.
La scorsa Domenica 12 ottobre si sono tenute le elezioni nella provincia di Brescia con il metodo elettivo previsto dalla riforma, metodo che, è di fatto l’unico o quasi ad aver abolito qualcosa, ovvero la partecipazione democratica della popolazione alle urne.
Solo i Sindaci ed i Consiglieri dei Comuni infatti hanno avuto la possibilità di accedere alle linee programmatiche dei vari gruppi o candidati e in seguito di esprimere il proprio voto (segreto).
Un metodo questo che vede il Movimento 5 Stelle Chiari molto critico sia nei confronti della riforma sia nei confronti di quei Sindaci e di quei gruppi politici che nel silenzio più assordante vi hanno aderito, conformandosi ad un metodo totalmente anti democratico.
Considerato l’alto numero di Liste Civiche presenti alle scorse amministrative in tutta la Provincia ed appurato che per il “Patto di Governo” a Chiari si siano valutate più le persone che le appartenenze ideologiche o partitiche, almeno è questo che piace dire ai diretti interessati, vorremmo cercare di capire se lo stesso metodo sia stato utilizzato per esprimere il voto dal nostro Sindaco Massimo Vizzardi, e dai membri del Consiglio Clarense per le recenti elezioni Provinciali (Area Vasta), sempre che, anche loro come noi vogliano riconoscere ai Concittadini se non il diritto di votare almeno quello di sapere dov’è la linea di confine in cui le liste civiche si spogliano dei nobili panni di persone e vestono quelli maleodoranti di casta di Partito.

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